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Aikidō: L'Arte della Pace 


Tradizione, ricerca e crescita


L'Aikidō è un'arte marziale giapponese fondata da Morihei Ueshiba (Ō Sensei), nata dalla sintesi tra efficacia tecnica, disciplina e sviluppo della persona. Più che un insieme di tecniche di difesa personale, rappresenta un percorso di studio nel quale il movimento diventa uno strumento per conoscere sé stessi, migliorare il rapporto con gli altri e affrontare il conflitto con equilibrio e consapevolezza.


Al Ki Tai Ryū viviamo l'Aikidō come un cammino di crescita continua, nel quale il rispetto della tradizione si unisce al desiderio di comprendere sempre più a fondo i principi che ne costituiscono l'essenza.


Le nostre radici


La nostra pratica si sviluppa principalmente nella tradizione di Iwama, tramandata da Morihiro Saitō Sensei, uno dei più stretti collaboratori del Fondatore. In questo metodo il lavoro a mani nude (taijutsu) e quello con le armi (bokken, jō e tantō) costituiscono un unico sistema tecnico, legato dal principio del riai, che esprime la profonda connessione tra ogni forma di pratica. Questa tradizione rappresenta il fondamento del nostro percorso e continua a ispirare il modo in cui studiamo e l’Aikidō.


Tradizione in continua evoluzione


Crediamo che la tradizione rimanga viva solo quando continua a essere studiata, approfondita e trasmessa con spirito di ricerca.

Per questo il nostro percorso si è arricchito attraverso lo studio dell'evoluzione metodologica proposta da Daniel Toutain Sensei, che ha sviluppato nuovi strumenti di comprensione del movimento mantenendo salde le radici nell'Aikidō di Iwama.

Questo lavoro vive oggi insieme a Fabio Ramazzin Sensei suo allievo diretto, con il quale condividiamo un percorso di approfondimento tecnico e didattico orientato alla ricerca dei principi fondamentali dell'Aikidō, nel pieno rispetto della tradizione ricevuta.

Per noi evoluzione non significa cambiare l'Aikidō o interpretarlo, ma comprenderlo sempre meglio.


ll nostro metodo


Ogni tecnica viene studiata partendo dai principi che la rendono efficace.

Accanto alla pratica tradizionale dedichiamo particolare attenzione alla biomeccanica, all'anatomia funzionale e alla metodologia dell'insegnamento. Questo approccio ci permette di rendere la pratica più consapevole, rispettosa del corpo e accessibile a persone di ogni età ed esperienza.

L'obiettivo non è soltanto imparare a eseguire una tecnica, ma comprenderne il significato e il funzionamento.


Ricerca e formazione


Il Ki Tai Ryū considera il dojo un luogo di studio, confronto e crescita.

Promuoviamo seminari, momenti di approfondimento e attività di ricerca che coinvolgono insegnanti, praticanti e professionisti di diverse discipline. Lo studio dell'Aikidō dialoga con la biomeccanica, l'anatomia e le scienze del movimento, nella convinzione che la conoscenza condivisa rappresenti una risorsa preziosa.


Da questa visione nasce anche la nostra attenzione e formazione nella metodologia AikiGioco, un progetto educativo che applica i principi dell'Aikidō allo sviluppo motorio e relazionale dei bambini attraverso il gioco e il movimento.


La nostra visione

Per noi ogni allenamento rappresenta un'opportunità per imparare, ogni incontro un'occasione di confronto e ogni tecnica un passo in più lungo un percorso che non smette mai di evolversi.


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Non solo attività in dojo a Verona! 

Pratichiamo con tanti amici in diversi Dojo del Veneto 

e poi ancora stage regionali, nazionali 




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Aiki-Gioco SummerCamp 

per ragazzi fino a 14 anni







EDIZIONE 2026 

DAL 05/07 AL 12/07

Insegnante Tecnico

Cristian Lavagnoli 

Fijlkam, M.G.A, Csen, Acsi, Aiki-Gioco


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aikidokitairyu@gmail.com

Trent’anni di Passione per le Arti Marziali

Sono Cristian, e la mia vita è stata profondamente influenzata dalla mia passione per le arti marziali. 


Il mio primo incontro con l'Aikidō non è avvenuto in un dojo, ma tra le pagine di un libro. Era il 1991 avevo quattordici anni quando scoprii per la prima volta quest'arte marziale e ne rimasi profondamente affascinato. Quella curiosità mi portò a fare una cosa che oggi ricordo con il sorriso: provare da solo le cadute sull'erba di un parco, immaginando i movimenti che avevo visto nelle fotografie. Senza saperlo, era iniziato un percorso che avrebbe accompagnato gran parte della mia vita.


Il mio percorso nelle arti marziali però nasce dal Judo, disciplina  nella quale sono cresciuto fino a diventare insegnante. Il Judo mi ha trasmesso valori che ancora oggi guidano il mio modo di vivere il tatami: rispetto, impegno e attenzione alla crescita della persona.


Dopo anni ho ritrovato l'Aikidō e si è aperta una nuova fase del mio cammino. I primi anni di pratica si sono svolti nell'ambito CSEN, dove ho avuto la possibilità di confrontarmi con diversi insegnanti e realtà differenti. 

Nel 2011, grazie all'incontro con Giancarlo Giuriati Sensei, ho scoperto la tradizione di Iwama. È stato un momento decisivo del mio percorso. Pur avendo già maturato un'esperienza nell'Aikidō, ho scelto di rimettermi completamente in discussione e di ricominciare da zero, affrontando lo studio con lo spirito di un principiante.

Una pratica rigorosa, fondata sui principi, sul rapporto tra taijutsu e bukiwaza e sul rispetto dell'eredità lasciata dal Fondatore Morihei Ueshiba.


Il desiderio di approfondire questa tradizione mi ha portato successivamente a praticare a Iwama, nel dojo e nei luoghi in cui Morihei Ueshiba sviluppò gran parte del proprio Aikidō. Vivere quell'esperienza ha rafforzato il mio legame con le radici della disciplina e con il significato più autentico della pratica quotidiana.


Con il passare degli anni ho avuto l'opportunità di partecipare a numerosi seminari e di confrontarmi con insegnanti italiani e giapponesi, esperienze che hanno contribuito ad ampliare il mio modo di osservare l'Aikidō. Ogni incontro ha rappresentato un'occasione di crescita e mi ha ricordato come il confronto sia uno degli strumenti più preziosi per chi desidera continuare a imparare.


Oggi il mio percorso prosegue sotto la guida di Fabio Ramazzin Sensei, che rappresenta il mio riferimento tecnico. Attraverso il suo insegnamento sto approfondendo la pedagogia e il metodo di ricerca sviluppati da Daniel Toutain Sensei, un approccio che integra la tradizione di Iwama con una continua ricerca sulla qualità del movimento, sulla biomeccanica e sulla didattica. Questo percorso stà influenzando profondamente il mio modo di praticare e di insegnare, rafforzando la convinzione che la tradizione non debba essere semplicemente conservata, ma compresa e trasmessa con consapevolezza.


Accanto a questo percorso continuo a praticare e a confrontarmi con diverse realtà della provincia di Verona. Credo infatti che l'Aikidō sia uno solo: al di là delle organizzazioni, delle federazioni o delle appartenenze associative, il confronto sincero tra praticanti e dojo rappresenta una ricchezza per tutti. Ogni allenamento condiviso è un'opportunità per crescere insieme e mantenere vivo lo spirito di collaborazione che dovrebbe caratterizzare questa disciplina.


Da questa visione nasce anche il mio modo di insegnare. Nel Ki Tai Ryū cerco di creare un ambiente in cui tradizione, studio e ricerca convivano quotidianamente. Un dojo aperto al dialogo, nel quale ogni praticante possa sviluppare le proprie capacità tecniche, ma soprattutto costruire un percorso personale fondato sul rispetto, sulla curiosità e sul desiderio di migliorarsi continuamente.


Per me insegnare non significa trasmettere certezze, ma accompagnare gli allievi in un cammino di crescita, continuando a studiare insieme a loro. Perché l'Aikidō, prima ancora di essere un insieme di tecniche, è una ricerca che non termina mai.


“L’Aikidō non cerca la vittoria o la sconfitta, 

la vera vittoria è su se stessi.

Senza competere, attraverso la pratica 

alleniamo mente e corpo 

per coltivare uno spirito 

che non soccombe a nulla.”

ORARI


LUNEDI’

19.30 - 21.00 Adulti (+12) 


MERCOLEDI’

19.30 - 21.00  Adulti (+12)


SABATO (extra keiko)

10.00 - 11.30

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